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2. MAU – Museo d’Arte Urbana – Torino

Il gruppo di giovani che fa parte del progetto “Cultura&Bellezza” ha scelto come secondo luogo da visitare:

MAU – MUSEO D’ARTE URBANA

Un pomeriggio passato con il naso all’insù:

Dopo aver contattato il MAU e aver parlato direttamente con il Presidente del museo che ha deciso di farci da guida personale abbiamo trascorso il nostro sabato pomeriggio all’insegna dell’arte urbana: colori, emozioni e voglia di dire qualcosa in modo non convenzionale.

È bello sapere che a pochi passi da Porta Susa sia possibile trovare un tesoro di questo genere: l’arte del  quartiere Campidoglio è ovunque ed è divertente cercare quei particolari durante la visita.

Molto interessante è anche il fatto che si è cercato di ridare vita alle piccole botteghe artigianali, facendo sì che arte, persone e negozi coabitino in un ambiente colmo di vitalità e colore.

MAU: Che  bella scoperta sei stato!

GIORGIA DI FAZIO

 

Il MAU un museo da visitare con il naso all’insù.

Un museo che ti trasporta in angoli di una grande città come Torino che non sembra essere neanche più lei. Che un po’ ti fa sognare, ti ritrovi immerso in opere e murales che raccontano storie, noi abbiamo avuto la piacevole partecipazione di Edoardo di Mauro che ce le ha raccontate così da trasportarci all’interno di un quartiere piccolo ma ricco di arte e cultura torinese.

E’ un museo che racconta come rendere bello, come riqualificare un quartiere nel bel mezzo della città; in questo quartiere le opere d’arte prendono vita man mano che le scopri, più passeggi più ti rendi conto che l’arte è davvero a portata di tutti, basta stare con il naso all’insù.

L’opera che porto nel cuore di questo museo è il graffito con la scritta GUARDARE OLTRE, perché è proprio quello il senso di un’opera d’arte, non è solo ciò che vedi, ma è ci che ti racconta.

GIORGIA RICCOBONO

 

SENTI CHE MUSEO:

Il MAU è tutto da visitare con gli occhi puntati sul cielo di Torino, per noi suona così: https://www.youtube.com/watch?v=zghba3U3ClU

 

I  PENSIERI DEI RAGAZZI:

Non essendo un grande esperto di arte provo difficoltà a cogliere tutti gli aspetti delle correnti tendenzialmente più moderne come quella urbana: se da un lato l’idea del murales è sorprendente perché abbraccia una categoria di persone molto più ampia di altre, dall’altro lato sorrido se, nella mia testa, confronto un vecchio triciclo appeso ad un balcone con un quadro rinascimentale. Insomma, di fronte ad alcune rappresentazioni mi chiedo se non sia stato fatto un uso troppo esteso del termine “arte”.

In generale però mi è piaciuta l’idea di passeggiare in un quartiere e sentirmi circondato da messaggi e sensazioni che, altre persone, hanno voluto imprimere su quei muri: non ero mai stato in vita mia in un museo a cielo aperto e ho apprezzato molto.

È stata apprezzabile anche la disponibilità dall’Informagiovani che ci ha concesso questa possibilità, per niente scontata. Quindi davvero GRAZIE!

FRANCESCO D.

 

Ho trovato molto piacevole la visita di sabato pomeriggio! È incredibile come grazie a questo genere di arte sia stato possibile rivalutare ed abbellire un intero quartiere di Torino. I murales si percepivano come parte della vita del quartiere e non solo come opere da ammirare in modo passivo. Ad esempio, il fatto che delle semplici panchine siano state dipinte con fantasie che rimandano a grandi artisti contemporanei (come Mondrian o Pollock) è geniale, l’arte può essere realmente accessibile a tutti e gratuita.

È molto bello sapere che ogni giorno qualcuno si ritrova a percorrere questo museo a cielo aperto, sfuggendo magari per un attimo alla frenesia della vita ed entrando in quel mondo spensierato e di fantasia in cui anche un triciclo appeso ad un balcone, quasi per assurdo, può essere considerato ”arte”.

FRANCESCA A.

 

La visita al MAU è stata molto interessante per me, sia perché ho visto e girato una zona che conosco poco sia perché permette di farmi qualche domanda in più (e anche rispondermi in questo caso) quando trovo murales e opere d’arte in giro per la città. Non mi aspettavo un museo così,  ho trovato opere di artisti per me sconosciuti e che sono andata a ricercare.  La cosa che ho apprezzato di più è stata l’idea di riservare un luogo cittadino anche come incontro per artisti e per instaurare botteghe e laboratori.

ALESSANDRA M.

 

Il MAU è un’ottima occasione per uscire di casa e non vedere il solito tram tram torinese. Una bolla di paesino impiantata vicino a porta susa, arricchita di opere d’arte fruibili da tutti. Ottima per passare un pomeriggio con il naso verso il cielo a guardare i dipinti, murales e sculture presenti ad ogni angolo. Sta al visitatore trovarli e forse questo può essere controproducente da una parta ma rende, a mio parere, la visita più interessante in quanto parte attiva del museo.

ALESSANDRO A.

 

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